Il significato della parola Meritocrazia

La parola Meritocrazia, contrariamente a quanto molti pensano, è stata coniata in tempi relativamente recenti.

Infatti la prima volta fu usata dal sociologo britannico Michael Young nel suo saggio “L’Avvento della Meritocrazia” nel 1958.  

Questo saggio descriveva un mondo futuro in cui le persone salivano al potere e nella scala sociale sulla base dei risultati di un test che le persone facevano per misurare la propria Intelligenza (Emotiva e Cognitiva) ed la propria capacità di produrre uno sforzo (in inglese Effort) sulla base dell’equazione I+E=M(Merito) le persone potevano progredire nella scala gerarchica e sociale perché il test identificava senza alcun errore le persone più Meritevoli che in effetti erano anche quelle più Capaci ed Intelligenti, solo queste persone potevano salire l’ascensore sociale.

Questo sistema veniva descritto come foriero di un sistema “oppressivo” e “degenerato”.

In realtà questa visione futuristica (2033) non si è mai verificata perché la nostra società è permeata di fattori quali anzianità, eredità, nepotismo, familismo, discriminazione e casualità che sono degli ostacoli ad un approccio meritocratico.  Questo vale in tutto il mondo ma il problema è molto forte in paesi come l’Italia in cui vi sono degli oggettivi problemi che nascono dal nostro contesto socio economico.  Per maggiori spunti vi rimandiamo ad un articolo pubblicato sul sito di Roger Abravanel in occasione della pubblicazione del proprio saggio dal titolo Meritocrazia.

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